I cippi

IL CIPPO MILIARIO
La pietra miliare è un cippo iscritto, posto sul ciglio stradale, utilizzato per scandire le distanze lungo le vie pubbliche romane. La forma più consueta è quella di una colonna (anche se vi sono miliari rastremati, quadrangolari o con base appuntita per infiggerli nel terreno), che può arrivare fino a 2,50 m di altezza e a 2,00 di circonferenza.
Il materiale di cui è costituita varia dal calcare alla trachite al marmo pregiato.
I miliari riportano un'iscrizione, il cui testo è redatto in uno stile particolare, con abbreviazioni e sigle; sono in genere caratterizzati dall'indicazione della distanza in miglia (1 miglio romano = 1478,50 m.), da sola o con la scritta m(ilia) p(assum) tale distanza veniva calcolata dal punto di partenza della strada oppure dalla città più vicina.
Nella quasi totalità dei miliari sono riportati il nome e le titolature del magistrato o dell'imperatore che fece costruire o restaurare la strada, talvolta seguiti da verbi come fecit, munivit, refecit, stravit. Quando questi dati mancano e compare solo una dedica si può ipotizzare uno scopo celebrativo ed onorario del monumento.
Il cippus o lapis (miliarius), come lo chiamavano i Romani, era posto lungo le strade di maggior percorso a indicare la distanza progressiva per ogni miglio (1478,50 metri).
Quest'uso è certo di molto anteriore a Gaio Gracco, designato da Plutarco come inventore di esso. Anche se sono documentati tentativi precedenti, risale al tribuno della plebe Gaio Gracco la proposta, poi approvata nell'anno 123 a.C., di una legge organica inerente alle principali arterie stradali romane; queste ultime furono accuratamente misurate e dotate di cippi cilindrici con basamento quadrato ogni mille passi romani (da qui il termine miliare).
In Italia il calcolo delle distanze si faceva generalmente a partire da Roma, per le vie che dipendevano direttamente dallo stato, fino a una città di particolare importanza, che costituiva la meta primitiva della via stessa; per esempio, l'Appia aveva una numerazione continua fino a Benevento, poi ricominciava il calcolo di là fino a Brindisi.
Nelle provincie, tale calcolo si faceva fra due città principali e s'indicava di solito nell'iscrizione la città di partenza: a Caesarea, a Baete.
In Italia indicavano inizialmente la distanza dalla cerchia delle Mura serviane di Roma.
Il centro ideale, dal quale irradiavano tutte le strade dell'impero romano, era il miliarium aureum nel Foro (oggi custodito nel Campidoglio), una colonna posta fra i rostri e il tempio di Saturno, sulla quale erano incise, in caratteri di bronzo dorato, le principali distanze fra la capitale e i confini dell'impero. Il computo effettivo delle distanze non avveniva però dal miliario del Foro, bensì dalle porte del recinto serviano.
Il ritrovamento degli antichi miliari è stata preziosa per ricostruire percorsi stradali romani ed eventi descritti su tali cippi, di cui si era persa la memoria storica.

ALBACINA DI FABRIANO (An). Miliare di Tuficum.sito-pietra-miliare
mil-tuficumDescrizione: Strada di collegamento tra Roma e la colonia di Anconan. Il tracciato di questa strada romana proveniva dall’Umbria attraverso un diverticolo situato presso la statio sulla Via Flaminia di Helvillum (Fossato di Vico Borgo).
Descrizione pietra miliare: Miliario ritrovato nei pressi del municipio romano di Tuficum (Borgo Tufico Albacina) sotto il ponte stradale della nazionale N.76 per Ancona. Il manufatto non ha nessuna iscrizione ma solo un foro quadrato dove probabilmente era fissata una targa.
Bibliografia: F. Uncini, Antiche Vie tra Umbria e Marche, Ed.Quattroemme, 1995.

Autore: Federico Uncini - federico.uncini@gmail.com

 

CORINALDO (An), cippo miliario.
Viab.cippo di corinaldo1Il miliario trovato a Corinaldo (CIL.XI/2, n.6631), oggi situato presso la Chiesa di Madonna del Piano sull’antica strada romana detta Protoflaminia, è dedicato agli imperatori Costantino e Massenzio, databile dal 308 al 313 d.C., e porta incisa la distanza di 184 miglia da Roma. Il cippo misura 110 cm di altezza e 50 cm di diametro. E’ poliscritto.
Miliario_di_CorinaldoPrima iscrizione:
DN IMP
MARCAVRELIO
DVCI
PIO FELICI INVIC
TO ET AETERNO
CLXXXIIII
Seconda iscrizione:
La seconda iscrizione secondo il Giorgi è del 329, per il consolato VIII di Flavio Costantino Augusto e di suo figlio Valente Costantino, che era al suo IV consolato.
DNI VAL
COSTANTINO PIO
FELICI INVICTO AVG(VSTO)
DIVI COSTANTI FILIO
Autore: Federico Uncini - federico.uncini@gmail.com

FELTRE (Bl). Miliario di Cesio Maggiore (Villa Tauro alle Centenere)
Ti[berius] Claudius Drusi f[ilius]
Caesar Augustus Germa
nicus pontifex maxu
mus tribunicia potesta
te VI co[n]s[ul] IV imp[erator] XI p[ater] p[atrie]
censor viam Claudiam
Augustam quam Drusus
pater Alpibus bello pate
factis derex[e]rat munit ab
Altino usque ad flumen
Danuvium m[ilia] p[assuum] CCCL
Traduzione: “Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, figlio di Druso, pontefice massimo, insignito della tribunicia potestas per la sesta volta, console per la quarta, imperatore per l'undicesima, padre della patria, censore, la via Claudia Augusta, che il padre Druso, aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, munì da Altino fino al fiume Danubio per miglia CCCL”.
Rinvenuto nel 1786 e conservato in loco presso la settecentesca Villa Tauro alle Centenère.
Vedi "350 miglia dal Po al Danubio. La strada statale romana Via Claudia Augusta", Wolfgang CZYSZ, in "Quaderni Friulani di Archeologia XVII/2007"  pp. 7-22

MERANO (Bz). Miliario di Rabland (Museo di Bolzano)
cippo-rabla(LA)  « "Ti[berius] Claudius Caesar Augustus German[icus] Pont[ifex] max[imus] trib[unicia] pot[estate] VI con[n]s[ul] desig[natus] III imp[erator] XI p[ater] p[atrie] [vi]am Claudiam Augustam quam Drusus pater Alpibus bello patefactis derexserat munit a flumine Pado at [f]lumen Danuvium per [milia] p[assuum] CC[CL]" »
(IT)  « “Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, pontefice massimo, insignito della tribunicia potestas per la sesta volta, console designato per la quarta, imperatore per l'undicesima, padre della patria, la via Claudia Augusta, che il padre Druso, aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, munì dal fiume Po al fiume Danubio per miglia CCCL”. »
Rinvenuto nel 1552 e conservato presso il Museo Civico di Bolzano. Una copia è stata lasciata in loco.
Vedi "350 miglia dal Po al Danubio. La strada statale romana Via Claudia Augusta", Wolfgang CZYSZ, in "Quaderni Friulani di Archeologia XVII/2007"  pp. 7-22.

NOCERA UMBRA (Pg): Cippo di Dubios in località Casaluna di Nocera (Pg)
cippo-di-dubioscarta-strada-cons-minore-e-locazione-cippoIn prossimità di Dubios (Casaluna di Nocera) nel 1953 fu rinvenuto un cippo miliario di forma cilindrica dalle dimensioni: metri 1,80 di altezza, metri 1,60 di circonferenza, metri 0,50 di diametro. Il manufatto riporta la scritta: “IMP CAESAR VESPASIANUS AUG PONTIF MAX TRIB POT VII IMP XVII PP CENSOR COS VII DESIG VIII CXV” tradotto: ”L’imperatore Cesare Vespasiano Augusto, Pontefice Massimo, insignito della Potestà Tribunizia sette volte, acclamato imperatore diciassette volte, Censore, Console la settima volta, designato per l’ottava. 115° Miglio da Roma”. I dati indicano l'anno 76 dell'era volgare.
Bibliografia: Itineraria Antonini, 310, 5-7; 311, 5; 312, 1-6. 0. CUNTZ, Itineraria romana I. Itineraria Antonini Augusti et Burdigalense, Leipzig 1929.
G. SIGISMONDI,”Epigrafi romane trovate recentemente a Nocera Umbra”, in Epigraphica XIV, 1952, pp. 114-136, 123-124;
Federico Uncini, Antiche Vie tra Umbria e Marche, Ed.Quattroemme,1995;
Archeologia delle valli marchigiane Misa, Nevola e Cesano, Electa Editori Umbri, 1991.
Autore: Federico Uncini - federico.uncini@gmail.com

PORTICI - ERCOLANO (Na). Miliario al VI miglio da Napoli sulla Strada Consolare.
Una colonna venne posta nel luogo del VI miglio da Napoli nei pressi degli scavi di Ercolano, durante il regno di Massenzio (287-312). Alcuni anni dopo, sotto Costantino, la pietra miliare recante l'iscrizione venne rimossa, capovolta e riposizionata in loco con un'altra dedica.
Questa pietra miliare oggi è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e reca la seguente iscrizione:
D(OMI)N(I) IMP(ERATORIS) CAES(ARIS)
M.AURELI VALERI
MAXENTI INVICTI
AUG(USTI)
VI
tradotto in: "Del signor imperatore Cesare Marco Aurelio Valerio Massenzio augusto invitto".
Questa epigrafe può avere una datazione compresa tra il 307 e il 312.
Seconda iscrizione:
D(OMINO) N(OSTRO) IMP(ERATORI)
FL(AVIO) VAL(ERIO) CNSTAN
TINO
AUGUSTO
tradotto in: "Al signor nostro imperatore Flavio Valerio Costantino Augusto". Databile tra il 337 e il 340.
Vedi: Aniello LANGELLA. La strada Regia delle Calabrie e il quinto miglio, 2011, in http://www.vesuvioweb.com

SAN GIOVANNI A TEDUCCIO (Na). Miliario IV miglio da Napoli sulla Strada Consolare.
miglio IVUna colonna miliare (C.I.L. X, parte I, 6936 - immagine nell'allegato) segnava il termine del IV miglio da Napoli ed era posta nei presso dell'attuale Chiesa di San Giovanni a Teduccio; risaliva al periodo dell'imperatore Teodosio (347-395).
Il testo recita: "Ai signori nostri imperatori augusti Valentiniano, Teodosio e Arcadio nati per il bene dello stato".
La colonna miliare è databile tra il 383 (anno in cui Valentiniano II divenne imperatore d'Occidente) e il 392 (anno in cui venne assassinato) oltre che in base ai caratteri grafici e anche dalla datazione dei reperti ritrovati accanto alla colonna.
La località corrisponde al IV miglio da Napoli derivante da Teodosius, citato nella pietra miliare, a S. Johannes ad Tuducculum (a. 959), poi "Teodusius", "Teoducius" fino all'odierna Teduccio.
Vedi: Aniello LANGELLA. La strada Regia delle Calabrie e il quinto miglio, in http://www.vesuvioweb.com


SASSOFERRATO (An
). Cippo miliare di Sentinum.
miliare di sentinumDescrizione: Strada di collegamento tra Roma e la colonia di Sena Gallica (Senigallia), fondata tra il 290-283 a.C, dopo la battaglia di Sentinum. Il tracciato di questa strada romana probabilmente proveniva dall’Umbria passando per le città conquistate o sottomesse dai romani all’inizio del III sec. a.C. di Camerinum, Sentinum e Sena Gallica.
Descrizione pietra miliare: Colonna in pietra ritrovata nel 1750 sul terreno Cesauri in Sassoferrato (An). Era riportato DDDNNI FL VALENTINIANO ET CRASANO BONIS FELICISSIMIS TRIVN FATORIBUS SEM PER AVGGG BONO REIP NATIS CXLI, nel lato opposto: FL X CTOP SEMP AVG B R N CXLI. Il manufatto è scomparso in data imprecisata.
CIL XI, 6629
Bibliografia:
- Federico Uncini, Antiche Vie tra Umbria e Marche, Ed.Quattroemme,1995;
- Archeologia delle valli marchigiane Misa, Nevola e Cesano, Electa Editori Umbri, 1991.
Autore: Federico Uncini - federico.uncini@gmail.com

TORRE DEL GRECO (Na). Miliario al V miglio da Napoli sulla Strada Regia delle Calabrie.
miliare VIl V miglio di Torre del Greco è una piccolissiama traccia della storia lasciataci dal tempo, risparmiata agli eventi eruttivi del Vesuvio e ancor di più all'incuria degli uomini.
icona-V-miglio-interm-2Ce ne parla un prezioso documento realizzato da don Pedro La Vega nel 1797, sulla scorta di documenti cartografici precedenti e mostra gli agglomerati urbani di Portici, Resina e Torre del Greco, in relazione con l'eruzione del 1631 e del 1794. La Strada Regia è disegnata nei suoi attraversamenti urbani.
Nella carta La Vega infatti si possono distinguere da occidente: la collina dei Teresiani alla base della quale e proprio sul tracciato della Strada Regia vennero rinvenuti nel 2002 i resti di una villa romana con un breve tratto del percorso stradale romano. In basso e verso il mare la chiesa di San Pietro a Calastro edificata sul banco fangoso del 79 d.C. Segue l'Ospedale degli Incurabili e subito dopo il riferimento al V miglio. Più oltre verso est la chiesa di Santa Maria del Principio e il monastero degli Zoccolanti.
Il cippo è ancor oggi in loco, nonostante numerosi tentativi di rimozione. Le sue dimensioni sono ridotte rispetto alle altre miliari della Strada Regia (31x28 x 58 h.); un rozzo e scheggiato pezzo di calcare, arrotondato in cima dal tempo.
Vedi: Aniello LANGELLA. La strada Regia delle Calabrie e il quinto miglio, in http://www.vesuvioweb.com

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