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	<title>FederArcheo &#187; I Cippi</title>
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		<title>ADRIA (Ro). Cippo Castricius.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 08:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cippo che ricorda Castricius, rinvenuto in località Tiro a Segno (I sec. d.C.).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cippo che ricorda Castricius, rinvenuto in località Tiro a Segno (I sec. d.C.).<a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Adria.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1520" src="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Adria-56x150.jpg" alt="Adria" width="56" height="150" /></a></p>
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		<title>ADRIA (Ro). Miliare del console P. Popilio.</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 13:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sul cippo, a destra delle prime due lettere della cifra conservata, non c’è una lacuna, bensì una lunga e accurata erasione intenzionale di alcune lettere, testimonianza di una revisione antica, un collaudo, che portò alla correzione della cifra delle miglia, che è perciò sicura. La cifra scritta in precedenza era composta di più lettere e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sul cippo, a destra delle prime due lettere della cifra conservata, non c’è una lacuna, bensì una lunga e accurata erasione intenzionale di alcune lettere, testimonianza di una revisione antica, un collaudo, che portò alla correzione della cifra delle miglia, che è perciò sicura. La cifra scritta in precedenza era composta di più lettere e chiaramente inferiore (ad esempio CCXXXXV), perché altrimenti sarebbe stata lasciata la cifra L, che invece fu incisa ampiamente spaziata sopra la zona erasa.<br />
Già questo solo dato puntuale è sufficiente per autorizzarci a tentare di ricostruire sul piano topografico una via Annia, che giungesse nel punto dove era stato collocato il miliare, ossia a Ponte Maodino, dopo un percorso di 250 miglia precise. Data la cifra così alta, non mi pare che possa esserci alcun dubbio che il punto di partenza della numerazione delle miglia debba essere cercato a Roma, secondo il noto adagio:<em> omnes viae Romam perducunt.</em><br />
Nel nostro caso non si tratta di una numerazione in continuazione della via Flaminia, benché questa fosse preesistente e fosse la più importante via romana diretta verso il settentrione. Non si trattava certo di un suo prolungamento, come era avvenuto per la via Emilia del 187 a.C. da Rimini a Piacenza e come sarà per la via Popilia del 132 a.C. da Rimini ad Adria ed oltre. Infatti nel nostro caso si richiederebbe una cifra assai superiore alle 250 miglia documentate dal miliare. Se sommiamo infatti alla lunghezza della via Flaminia, anche a voler prendere in considerazione la misura minima di 207 miglia, la tratta da Rimini a Ravenna, anche questa nel suo tracciato più breve, ossia 33 miglia, ed infine la tratta da Ravenna al punto di rinvenimento del miliare, che possiamo calcolare in almeno altre 30 miglia, otteniamo una lunghezza complessiva di almeno 270 miglia. Questa percorrenza stradale romana da Roma a Ponte Maodino è realmente esistita, ma - visto che risulta più lunga di almeno 20 miglia - non corrisponde evidentemente al tracciato al quale ci rimanda il miliare di Annio. A maggior ragione non possono essere prese in considerazione le altre alternative viarie note tra Roma e Ponte Maodino, come ad esempio - in prosecuzione della via Cassia - la via Faentina oppure la via Flaminia ‘minore’, che risultano assai più lunghe.<br />
In conclusione, il nuovo miliare mi suggerisce di escludere un semplice prolungamento locale nell’ambito della Cisalpina e di mettere invece in relazione tra loro le varie vie Annie documentate a nord di Roma in punti disparati, dall’agro Falisco ad Aquileia, per cui sono state sempre considerate separatamente. In altri termini, se mettiamo insieme le testimonianze che ho già ricordato, possiamo postulare una via consolare, che nel 153 a.C.abbia individuato il percorso più breve per raggiungere da Roma direttamente Aquileia, la meta finale richiesta dalle contingenze storiche del momento, quando le campagne contro gli Istri avevano fatto di Aquileia la principale base logistica della Cisalpina, rendendo quindi indifferibile la costruzione della strada.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da</em>: Giovanni UGGERI, <em>La nuova Via Annia da Roma ad Aquileia (153 a.C.)</em>, in "<em>Rivista di Topografia Antica - XXII 2012</em>" Magio Congedo Editore.</p>
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		<title>ALBACINA DI FABRIANO (An). Miliare di Tuficum, sito-pietra-miliare</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 12:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Descrizione: Strada di collegamento tra Roma e la colonia di Anconan. Il tracciato di questa strada romana proveniva dall’Umbria attraverso un diverticolo situato presso la statio sulla Via Flaminia di Helvillum (Fossato di Vico Borgo). Descrizione pietra miliare: Miliario ritrovato nei pressi del municipio romano di Tuficum (Borgo Tufico Albacina) sotto il ponte stradale della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/MIL-TUFICUM.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-876" src="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/MIL-TUFICUM-150x150.jpg" alt="mil-tuficum" width="150" height="150" /></a>Descrizione</em>: Strada di collegamento tra Roma e la colonia di <em>Anconan</em>. Il tracciato di questa strada romana proveniva dall’Umbria attraverso un diverticolo situato presso la <em>statio</em> sulla Via Flaminia di <em>Helvillum</em> (Fossato di Vico Borgo).<br />
<em>Descrizione pietra miliare</em>: Miliario ritrovato nei pressi del municipio romano di <em>Tuficum</em> (Borgo Tufico Albacina) sotto il ponte stradale della nazionale N.76 per Ancona. Il manufatto non ha nessuna iscrizione ma solo un foro quadrato dove probabilmente era fissata una targa.<br />
<em>Bibliografia</em>: F. Uncini, <em>Antiche Vie tra Umbria e Marche</em>, Ed.Quattroemme, 1995.</p>
<p><em>Autore</em>: Federico Uncini - <a href="mailto:%20federico.uncini@gmail.com" target="_blank">federico.uncini@gmail.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ALBANO LAZIALE (Roma). Via Appia, XV miliare.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 12:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Albano non esisteva quando Appio Claudio tracciò la strada, essendo stato fondato come accampamento della guardia imperiale, la II legione Partica, dall'imperatore Settimio Severo nei primi anni del III sec. d.C. L'acquartieramento, posto a sinistra del XV miliario della via Appia, costituiva i Castra Albana ed i suoi resti si conservano largamente dentro l'attuale paese, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Albano non esisteva quando Appio Claudio tracciò la strada, essendo stato fondato come accampamento della guardia imperiale, la II legione Partica, dall'imperatore Settimio Severo nei primi anni del III sec. d.C.<br />
L'acquartieramento, posto a sinistra del XV miliario della via Appia, costituiva i Castra Albana ed i suoi resti si conservano largamente dentro l'attuale paese, allungando verso monte un perimetro fortificato rettangolare di circa 240 per 440 m., con mura in opera quadrata di peperino.</p>
<p><em>Fonte:</em><br />
- Lorenzo Quilici, <em>Via Appia, da Porta Capena ai Colli Albani</em>, Fratelli Palombi Editori, Roma 1989, p. 69.</p>
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		<title>ARICCIA (Roma). Il XVI miliario dell&#039;Appia Antica (prima mansio dopo Roma).</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 15:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E' stato ritrovato nel 1891 da Rodolfo Lanciani. Il cippo, era posizionato di fronte alla porta del Parchetto Savelli-Chigi sul lato destro dell’Appia. Il reperto, in granito (del diametro di m 0,60), è dedicato all’imperatore Marco Aurelio Valerio Massenzio e risale al IV sec. d.C. (M.C. VINCENTI 2007, pp. 93-94; e M.C. VINCENTI 2017, p. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/XVI-miliario-Appia-Antica-ad-Ariccia.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1772" src="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/XVI-miliario-Appia-Antica-ad-Ariccia-150x150.jpg" alt="XVI miliario Appia Antica ad Ariccia" width="150" height="150" /></a>E' stato ritrovato nel 1891 da Rodolfo Lanciani. Il cippo, era posizionato di fronte alla porta del Parchetto Savelli-Chigi sul lato destro dell’Appia.<br />
Il reperto, in granito (del diametro di m 0,60), è dedicato all’imperatore Marco Aurelio Valerio Massenzio e risale al IV sec. d.C. (M.C. VINCENTI 2007, pp. 93-94; e M.C. VINCENTI 2017, p. 149). Oggi si trova all’interno del Parco Chigi in attesa di degna collocazione.</p>
<p>Al XVI miglio dell’Appia ad Ariccia era ubicata la prima mansio o stazione di posta dopo Roma, dove la Regina Viarum attraversava l’antico foro della città latina. Grazie alla copiosa presenza di acqua che scaturiva dai cunicoli di captazione (GELL 1834, I, pp. 190- 191; II, p. 53 n. 2; CANINA 1856, tav. LXIII, fig. 5; LILLI 2002, pp. 133-143, figg. 71 e 73) e che era convogliata in cisterne, i viaggiatori potevano usufruire di strutture termali e di servizi di vario genere quali luoghi di culto, teatro, tabernae, fontane e abbeveratoi.<br />
In questo tratto l’asse viario era poi disseminato di mausolei e tombe, ancora presenti ai lati dell’arteria.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Leggi tutto, vai a</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Ariccia.-Nuove-scoperte-al-XVI-miglio-dellAppia-antica.pdf">Ariccia.-Nuove-scoperte-al-XVI-miglio-dellAppia-antica</a></p>
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		<title>ARICCIA (Roma). Nuove scoperte al XVI miglio dell’Appia antica.</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 18:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In questi giorni sul tratto aricino della via Appia Antica, XVI miglio da Roma (indicato con un miliario), nell’ambito degli scavi preventivi eseguiti da un’impresa appaltante sotto la direzione della SABAP per l’ampliamento di Via di Mezzo in Valle Ariccia, sono venute alla luce, sul lato destro dell’attuale viabilità, un tratto di basolato dal quale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sul tratto aricino della via Appia Antica, XVI miglio da Roma (indicato con un miliario), nell’ambito degli scavi preventivi eseguiti da un’impresa appaltante sotto la direzione della SABAP per l’ampliamento di Via di Mezzo in Valle Ariccia, sono venute alla luce, sul lato destro dell’attuale viabilità, un tratto di basolato dal quale se ne diparte un altro diretto verso nord, oltre a un diverticolo in acciottolato funzionale al collegamento con l’interno della Valle di Ariccia e i suoi coltivi...<br />
<em>Leggi tutto nell'allegato</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Ariccia.-Nuove-scoperte-al-XVI-miglio-dell’Appia-antica.pdf">Ariccia. Nuove scoperte al XVI miglio dell’Appia antica<br />
</a><em>Autore</em>: Maria Cristina Vincenti - <a href="mariacristinavincenti@gmail.com" target="_blank">mariacristinavincenti@gmail.com</a></p>
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		<title>ARICCIA (Roma). Via Appia, XVI miliare.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 13:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ariccia crebbe il suo ruolo con la costruzione della via Appia, che veniva a passare proprio ai piedi della cittadina, che costituiva la prima stazione di tappa per chi proveniva da Roma, come indica Orazio nel suo viaggio. Nel tratto urbano della via Appia è stato trovato il miliario XVI della strada, dovuto ad un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/miliare-XVI.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2123" src="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/miliare-XVI-150x150.jpg" alt="miliare XVI" width="150" height="150" /></a>Ariccia crebbe il suo ruolo con la costruzione della via Appia, che veniva a passare proprio ai piedi della cittadina, che costituiva la prima stazione di tappa per chi proveniva da Roma, come indica Orazio nel suo viaggio.<br />
Nel tratto urbano della via Appia è stato trovato il miliario XVI della strada, dovuto ad un restauro di Massenzio (il cippo si conserva nel parco della villa Chigi ad Ariccia.<br />
Vicino ad esso è stata trovata un'iscrizione su blocco di peperino, che può far capire cole questi miliari potessero avere anche un certo decoro di sistemazione: ricorda come un privato, un certo C. Faberius, avesse a sue spese ornato il luogo con qualche decorazione in onore di Giunone e lo avesse fornito di un sedile per riposarvi (CIL. XIV, 2252).</p>
<p><em>Fonte:</em><br />
- Lorenzo Quilici, <em>Via Appia, da Porta Capena ai Colli Albani</em>, Fratelli Palombi Editori, Roma 1989, p. 71-72.</p>
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		<title>ARPAIA (Bn). Via Appia, miliario XIV da Capua.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Oct 2023 16:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Arpaia, segna proprio la strozzatura del passo delle Forche Caudine, conserva a sinistra della strada due cippi della via Appia, posti in precedenza poco prima del sito attuale e che segnano entrambi il XIV miliario da Capua: uno di Augusto, l'altro di Costantino, ai quali si debbono restauri dell'opera. Nel primo si legge: Imp.Caes.Divi f [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/arpaia.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2156" src="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/arpaia-150x150.jpg" alt="arpaia" width="150" height="150" /></a>Arpaia, segna proprio la strozzatura del passo delle Forche Caudine, conserva a sinistra della strada due cippi della via Appia, posti in precedenza poco prima del sito attuale e che segnano entrambi il XIV miliario da Capua: uno di Augusto, l'altro di Costantino, ai quali si debbono restauri dell'opera.<br />
Nel primo si legge: <em>Imp.Caes.Divi f / Augustus cos. XI / Trib. Pot. VII / S.C. / XIV;</em><br />
nel secondo: <em>D.N. / Flavio Valerio Constantino / Pro Felici / Invicto Aug. / Divi Constanti / Pii / filio /bono Rei/publicae nato / XIV</em> (CIL, IX, 5986, 5987).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte:</em><br />
- Lorenzo Quilici, <em>Via Appia, dalla pianura pontina a Brindisi</em>, Fratelli Palombi Editori, Roma 1989, p. 45.</p>
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		<title>AVELLINO. Miliario di Torrette di Mercogliano.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 14:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Tra il 1954 e il 1955, in località Torrette di Mercogliano, presso Avellino, si rinvenne un miliario ancora in situ, oggi conservato nel giardino dell’ex Carcere Borbonico di Avellino. Sul miliario, realizzato impiegando una pietra già sommariamente prelavorata per ricavare una statua di donna, compaiono due iscrizioni, eseguite in tempi diversi. La prima, che ricorda [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/avellino.jpg"><img class="alignright wp-image-2260 size-thumbnail" src="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/avellino-150x150.jpg" alt="avellino" width="150" height="150" /></a>Tra il 1954 e il 1955, in località Torrette di Mercogliano, presso Avellino, si rinvenne<br />
un miliario ancora in situ, oggi conservato nel giardino dell’ex Carcere Borbonico di Avellino.<br />
Sul miliario, realizzato impiegando una pietra già sommariamente prelavorata per ricavare<br />
una statua di donna, compaiono due iscrizioni, eseguite in tempi diversi.<br />
La prima, che ricorda l’imperatore Giuliano, è databile fra il 361 e il 363, la seconda, che menziona Valentiniano II, Teodosio e Arcadio, risale a un periodo compreso fra il 383 e il 392. Le indicazioni numerali poste su entrambe le facce del miliario indicano che la pietra era stata collocata a quattro miglia da Avellino e a tre miglia da un’altra località, corrispondente all’odierna Monteforte Irpino, lungo la strada che collegava Abellinum con Neapolis, passando per Avella e Nola....</p>
<p>Leggi tutto nell'allegato: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Un_miliario_della_via_Neapolis_Abellinum.pdf">Un_miliario_della_via_Neapolis_Abellinum</a>, di Alfredo Bonopane</p>
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		<title>BARI. Miliari</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 07:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[A Bari due miliari sono sul lungomare Imperatore Augusto ed uno nell'atrio del Castello Svevo. Fonte: - Lorenzo Quilici, Via Appia, dalla pianura pontina a Brindisi, Fratelli Palombi Editori, Roma 1989, p. 78.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A Bari due miliari sono sul lungomare Imperatore Augusto ed uno nell'atrio del Castello Svevo.</p>
<p><em>Fonte:</em><br />
- Lorenzo Quilici, <em>Via Appia, dalla pianura pontina a Brindisi,</em> Fratelli Palombi Editori, Roma 1989, p. 78.</p>
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