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	<title>FederArcheo &#187; News</title>
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		<title>Giulio MASTRANGELO. MEDICI E MEDICINA NELL’EDITTO DI ROTARI.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 12:50:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[MASCIARI E GUARITORI NELLA TRADIZIONE POPOLARE Per entrare subito in argomento, occorre distinguere due periodi nella Storia dei Longobardi: 1) il periodo delle migrazioni, allorché erano nomadi ed iniziarono a trasferirsi nel corso di lunghi secoli dal Nord Europa sino in Pannonia 1, 2) il periodo in cui diventano stanziali con l’immigrazione in Italia. Leggi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>MASCIARI E GUARITORI NELLA TRADIZIONE POPOLARE<br />
Per entrare subito in argomento, occorre distinguere due periodi nella Storia dei Longobardi:<br />
1) il periodo delle migrazioni, allorché erano nomadi ed iniziarono a trasferirsi nel corso di lunghi secoli dal Nord Europa sino in Pannonia 1,<br />
2) il periodo in cui diventano stanziali con l’immigrazione in Italia.</p>
<p><em>Leggi tutto</em>, <a href="https://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Medici-e-medicina-nellEditto-di-Rotari.pdf" target="_blank">vai a &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</a></p>
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		<title>Giulio Mastrangelo. Eravamo Longobardi...e forse lo siamo ancora.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 12:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[IN CASTELLO MASSAFRA - Il giudicato del 970. A tale documento ho dedicato uno studio nel lontano 2011, pubblicato negli Annali della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto, evidenziando che la pergamena, vergata in beneventana, contiene la sintesi massiva di un processo svoltosi in Castello Massafra secondo la procedura tipica longobarda che, come è noto era [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>IN CASTELLO MASSAFRA - Il giudicato del 970.<br />
A tale documento ho dedicato uno studio nel lontano 2011, pubblicato negli Annali della Facoltà di Giurisprudenza di Taranto, evidenziando che la pergamena, vergata in beneventana, contiene la sintesi massiva di un processo svoltosi in Castello Massafra secondo la procedura tipica longobarda che, come è noto era caratterizzata dalla oralità e dalla immediatezza, non essendo mai esistita nè nel Regno del Nord nè nei ducati di Spoleto e di Benevento alcuna burocrazia assimilabile ad una moderna cancelleria….</p>
<p><em>Leggi tutto,</em> <a href="https://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Giulio-Mastrangelo-Massafra.pdf" target="_blank">vai a: &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</a></p>
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		<title>AA.VV. &quot;Archeogruppo 9&quot; - l&#039;Archeogruppo di Massafra compie 50 anni.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 09:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Archeogruppo è nato in un preciso contesto storico, allorchè inizia a diffondersi in Nord Europa, e quindi anche in Italia, l'interesse per l'Archeologia Medioevale, la più giovane delle branche dell'Archeologia. Fino agli anni Settanta le case grotte delle Gravine o del centro antico di Massafra, così come quelle di Matera, erano considerate di epoca medioevale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L'Archeogruppo è nato in un preciso contesto storico, allorchè inizia a diffondersi in Nord Europa, e quindi anche in Italia, l'interesse per l'Archeologia Medioevale, la più giovane delle branche dell'Archeologia.<br />
Fino agli anni Settanta le case grotte delle Gravine o del centro antico di Massafra, così come quelle di Matera, erano considerate di epoca medioevale o comunque successive al Mille e quindi di nessun interesse storico e archeologico. Solo i Castelli ed i Palazzi nobiliari venivano studiati ma erano appannaggio degli storici dell'architettura.<br />
Grazie al Gruppo di Massafra nasce l'interesse per la Civiltà Rupestre (la fortunata definizione coniata da Gianni Iacovelli) che con i Convegni internazionali di studio organizzati da don Cosimo Damiano Fonseca avrà risonanza internazionale nel mondo accademico e porterà allo studio delle dinamiche insediative del vivere in grotta.<br />
Grazie a Espedito Iacovelli, a Roberto Caprara ed a don Antonio Laporta nasce a Massafra un gruppo archeologico, che diventerà l'Archeogruppo, che con le campagne di sterro e dei rilievi grafici e fotografici condotte nel villaggio rupestre sito nella Gravina Madonna della Scala, comincia a delineare la Storia di un popolo senza Storia, accertando la presenza umana in quel villaggio rupestre dal Neolitico al XIV secolo.<br />
Il Bollettino "Archeogruppo 9" illustra ed espone i motivi fondativi dell'Archeogruppo con le testimonianze di alcuni protagonisti delle ricerche archeologiche 1972-1973. Seguono contributi che delineano la Storia dell'Archeogruppo con Espedito Iacovelli e dopo Espedito.<br />
Un libro che contribuisce a scrivere alcune pagine della Storia di Massafra e del suo territorio. Un volume che ricorda gli uomini che hanno dato lustro alla loro Piccola Patria con studi e ricerche, facendola conoscere in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Parte I - CINQUANTENARIO 1975-2025</em></strong><br />
L'interesse per l'Archeologia medioevale è nato di recente appena 60 anni orsono. Sulla scia di tali correnti culturali appena fiorite trova il suo humus il piccolo gruppo archeologico promosso da Espedito Iacovelli, Roberto Caprara e don Antonio Laporta.<br />
Un’attività culturale innovativa iniziata con lo sterro, l’esplorazione ed il rilievo grafico e fotografico delle case grotte e di altri anfratti scavati nella Gravina, svolta d’intesa con le Soprintendenze alle Antichità e ai Monumenti, proseguita nei decenni successivi con scavi archivistici alla ricerca dei documenti attestanti le vicende della vita quotidiana della gente che in quelle grotte ci ha abitato per millenni.<br />
Mi corre l'obbligo di ringraziare i numerosi Autori che ci hanno gratificati con studi originali, pubblicando anche numerosi documenti inediti che riguardano la Chiesa di Massafra, a partire dal 1322 fino al 1775.<br />
È doveroso ringraziare quanti hanno collaborato mettendo a disposizione le fotografie relative alle campagne archeologiche 1972-1973 ed all’assemblea del 7 ottobre 1973 in cui Espedito Iacovelli proponeva l’istituzione dell’Archeogruppo; in particolare ringrazio Carmelo Greco, Antonio Conforti, Fernando Galatone, Alfonso Miceli, Pietro Putignano, Nicola Ricci e Umberto Ricci.<br />
Il volume si articola in quattro parti.<br />
Nella prima parte Gianni Iacovelli descrive la situazione sociale e culturale di Massafra nei primi anni Settanta, cioè il clima in cui Espedito Iacovelli, Roberto Caprara e don Antonio Laporta promossero le campagne archeologiche sia nella Gravina Madonna della Scala sia in contrada Varcaturo, che prelusero poi alla costituzione con atto pubblico dell’Archeogruppo nel 1975. Va ribadito che tali eventi erano pioneristici in quanto gli insediamenti rupestri, datati ad epoca medioevale, non avevano alcun interesse per gli archeologi, e perciò venivano ignorati sia dagli archeologi che dagli accademici.<br />
Nella seconda parte si possono leggere gli studi e le ricerche – cui ho già fatto cenno – che per originalità, profondità dei contenuti, varietà delle materie trattate e valore scientifico costituiscono il migliore metro per valutare la maturità scientifica raggiunta dall’Archeogruppo, grazie anche ai pluridecennali rapporti con l’Università degli Studi di Firenze e col Dipartimento Jonico dell’Università degli Sudi di Bari la cui collaborazione si è estrinsecata in diversi progetti europei, varie missioni di studio in Cappadocia e numerose iniziative editoriali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Parte II - STUDI E RICERCHE</em></strong><br />
Si presenta qui la parte più corposa del Bollettino n.9, cioè gli Studi e le ricerche a firma sia di soci sia di docenti universitari con cui l'Archeogruppo collabora da decenni. La parte più originale e scientificamente più importante è rappresentata dalla trascrizione di decine di antichi documenti inediti (1322-1775) provenienti sia dall'Archivio Capitolare di Massafra sia da altri archivi che aggiungono tessere al mosaico della Storia della Chiesa a Massafra.<br />
Eccone in estrema sintesi gli Autori e gli argomenti trattati:<br />
- Maria Carmela Bonelli, Le Gravine: bene di interesse europeo?<br />
- Domenico Caragnano - Francesco Caragnano, La Madonna col Bambino in trono nella Buona Nuova a Massafra<br />
- Carmela Crescenzi, Evidenze epigrafiche e graffite nell’insediamento rupestre di Vitozza (Grosseto, Toscana)<br />
- Santino A. Cugno – Franco Dell’Aquila, Santa Marina – lettura archeologica<br />
- Edoardo Giannotta, L’altare dedicato a San Vincenzo Ferreri nel Santuario Madonna della Scala<br />
- Daniele Locascio, Religione e controllo sociale: il caso dell’Inquisizione spagnola in Sicilia<br />
- Giulio Mastrangelo, La Chiesa di Massafra fra le diocesi di Taranto e di Mottola<br />
- Angelo Notaristefano, Nuove considerazioni sulla chiesa di San Posidonio<br />
- Antonio Rotelli, La chiesa di San Nicola di Massafra e l’inventario dei suoi beni nel 1322<br />
- Marcello Scalzo, Maddalena tra eremi rupestri e grotte, excursus<br />
iconografico<br />
- Stefano Vinci, Antropocene ed ecosistema marino a Taranto - I mutamenti del Mar Piccolo a Metà Ottocento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Parte III - IN MEMORIA</em></strong><br />
Per un’associazione nata per studiare e tramandare le memorie storiche del Territorio, è ineludibile l’obbligo di fare memoria degli uomini che hanno dato lustro coi loro studi alla loro Piccola Patria, specie in una Città come Massafra che sembra popolata soltanto da metèci, che dimentica facilmente i suoi figli migliori.<br />
Nella sezione “In memoria” si possono leggere i contributi e le testimonianze che ricordano Roberto Caprara, Iole De Sanna, don Cosimo D. Fonseca, Espedito Iacovelli, don Antonio Laporta e Orazio Santoro, di cui ricorre il decimo anniversario della scomparsa.<br />
Infine ci sono le recensioni di libri editi tra il 2024 e il 2025 relativi a: le dinamiche insediative nel territorio di Canicattini Bagni (SR); usi civici e Demanio ecclesiastico a Laterza; alcuni antifascisti in Terra Jonica; il Santuario Madonna della Scala a Massafra; la chiesa di S. Stefano degli Eremitani di S. Agostino a Massafra; Roma e lo Stato pontificio nella seconda metà dell'800; l’innovazione fatta bellezza; il Santuario della Madonna di Tutte le Grazie a Massafra.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Autore</em>: Giulio Mastrangelo - <a href="giuliomastrangelo@libero.it" target="_blank">giuliomastrangelo@libero.it</a></p>
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		<title>AQUILEIA (Ud). Le presenze longobarde nelle regioni d&#039;Italia - X edizione.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 08:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La X edizione del convegno nazionale su "Le presenze longobarde nelle regioni d'Italia" si terrà ad Aquileia (Ud) il prossimo Venerdì 7, Sabato 8 e Domenica 9 novembre 2025 e viene organizzato con il GRUPPO ARCHEOLOGICO AQUILEIESE e la SOCIETA' FRIULANA DI ARCHEOLOGIA. In allegato locandina con l'intero programma: Programma convegno Info: - Gruppo Archeologico Aquileiese [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La X edizione del convegno nazionale su "<strong><em>Le presenze longobarde nelle regioni d'Italia"</em></strong> si terrà ad <strong>Aquileia (Ud) il prossimo Venerdì 7, Sabato 8 e Domenica 9 novembre 2025</strong> e viene organizzato con il GRUPPO ARCHEOLOGICO AQUILEIESE e la SOCIETA' FRIULANA DI ARCHEOLOGIA.</p>
<p style="text-align: justify;"><!--StartFragment--></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In allegato locandina con l'intero programma</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Programma-convegno.pdf">Programma convegno</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Info:</em><br />
- Gruppo Archeologico Aquileiese (<a href="mailto:gaa@aquileiarcheologia.it" target="_blank" rel="noopener">gaa@aquileiarcheologia.it</a>)</p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Pino Mollica. Appunti di storiografia altomedievale.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 13:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tratto distintivo della cultura prevalente, “established”, in questo paese é l’antitesi tra la falsità retorica gretta di stereotipi stantii, e la realtà dei dati oggettivi portati dall’evidenza dei ritrovamenti, studi e scoperte della ricerca specifica. Esempio di tale contrapposizione é l’approccio al concetto-(dis)valore di Alto Medioevo e Longobardi. Dall’ intervento lucido ed appassionato di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un tratto distintivo della cultura prevalente, “established”, in questo paese é l’antitesi tra la falsità retorica gretta di stereotipi stantii, e la realtà dei dati oggettivi portati dall’evidenza dei ritrovamenti, studi e scoperte della ricerca specifica.<br />
Esempio di tale contrapposizione é l’approccio al concetto-(dis)valore di Alto Medioevo e Longobardi.<br />
Dall’ intervento lucido ed appassionato di G. Falco al 1° Congresso di Studi Longobardi del 1952 a Spoleto sulla questione longobarda nella storiografia italiana,- alla proposta di S. Gasparri nei primi anni 2000, di spostare il fuoco della ricerca dala storia dei longobardi in Italia, alla Storia dell’ Italia longobarda,- la resistenza della cultura di massa risulta impermeabile a qualsiasi apporto innovativo.<br />
A fronte dei progressi negli ultimi decenni stimolati dall’importante, suggestiva, mostra sulla civiltà longobarda a Passariano e Cividale del Friuli (Ud) nel 1990,- a livello divulgativo popolare, mediatico, didattico scolastico, ben poco/nulla ha mutato l’approccio ossessivo antibarbarico sia di tradizione borghese-clericale, sia intellettuale “impegnato”, nei confronti dei secoli che restano ontologicamente bui.<br />
Gli effetti delle nuove promettenti prospettive di ricerca storica, che C. Azzara annunciava con fiducioso ottimismo nel 2008 (“<em>Tendenze e Novità nella Riflessione Storica sul Periodo Longobardo”</em> in &lt;&lt;Quaderni Friulani di Archeologia&gt;&gt; -XVIII), sembrano rimasti circoscritti agli ambiti<br />
specialistici accademici: non sono arrivati a “toccare” i canali culturali popolari ed istituzionali.<br />
Nè l’indagine territoriale sistematica sulle "<em>Presenze Longobarde nelle Regioni d’Italia"</em>, avviata da Federarcheo nel 2008 -il programma di convegni periodici, con aggiornamenti sulle scoperte archeologiche (<a href="https://www.federarcheo.it/longobardi/" target="_blank">https://www.federarcheo.it/longobardi/</a>), architettoniche, artistiche, toponomastiche,- né il riconoscimento UNESCO 2011 ai siti di ”Italia Langobardorum” di Patrimonio dell’Umanità-, hanno modificato (/mitigato) l’ideologismo classicistico-illuministico germanofobico dell’intellettualità-leader nostrana.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Leggi tutto nell'allegato</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Appunti-di-storiografia-altomedievale.pdf">Appunti di storiografia altomedievale</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Autore</em>: Pino Mollica - <a href="pino_mollica@yahoo.it" target="_blank">pino_mollica@yahoo.it</a></p>
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		<title>Giuseppe Greco. Caesariana in Lucania. La storia di un luogo svelata dal suo nome!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 14:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad oggi, l'antica statio di Caesariana in Lucania non è stata localizzata precisamente e di lei non conosciamo praticamente nulla. Le svariate fonti che la menzionato concordano nel confermarci che sia esistita, tuttavia sono parzialmente discordi nella sua localizzazione. L'assenza di una città moderna che reclamasse la sua origine da quell'insediamento ha forse reso la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ad oggi, l'antica statio di Caesariana in Lucania non è stata localizzata precisamente e di lei non conosciamo praticamente nulla. Le svariate fonti che la menzionato concordano nel confermarci che sia esistita, tuttavia sono parzialmente discordi nella sua localizzazione.<br />
L'assenza di una città moderna che reclamasse la sua origine da quell'insediamento ha forse reso la sua ricerca poco appetibile agli storici e agli archeologi, e questo nonostante la forte evocatività del suo nome.<br />
Proprio a partire dallo studio del toponimo, attraverso un approccio estensivo e multidisciplinare, nel presente articolo viene ricostruita la storia di quell'antico insediamento e individuato il sito esatto dov'era situato, sulla costa tirrenica lucana nei presso di Nerulum (l'odierna Lagonegro). Ne risulta un quadro più preciso circa la distribuzione demica e il contesto socio-culturale di quell'area d'Italia in età augustea....</p>
<p><em>Leggi l'articolo allegato, versione in italiano</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Caesariana-in-Lucania-it.pdf">Caesariana in Lucania it</a></p>
<p><em>Leggi l'articolo allegato, versione in inglese</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Caesariana-in-Lucania-eng.pdf">Caesariana in Lucania eng</a></p>
<p><em>Autore:</em> Giuseppe Greco - <a href="greco_giu@me.com" target="_blank">greco_giu@me.com</a></p>
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		<title>Giorgio Manganello. VELLETRI PROTOSTORICA, parte seconda.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 11:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Studi, Ricerche e alcune Scoperte tra l'Ottocento ed il Novecento, parte seconda, a cura del Centro Studi e Ricerche "Oreste Nardini" Riguardo agli avvenimenti accaduti in merito alla scoperta delle due tombe e delle indagini eseguite sul terreno della vigna D’Andrea, si rende necessario porre quattro interrogativi: a) -perchè dopo le ricerche e le indagini [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Studi, Ricerche e alcune Scoperte tra l'Ottocento ed il Novecento, parte seconda, a cura del Centro Studi e Ricerche "Oreste Nardini"<br />
Riguardo agli avvenimenti accaduti in merito alla scoperta delle due tombe e delle indagini eseguite sul terreno della vigna D’Andrea, si rende necessario porre quattro interrogativi:<br />
a) -perchè dopo le ricerche e le indagini sul terreno, condotte dal Ghislanzoni e risultate negative, lo stesso Ghislanzoni, nella sua relazione del 24 marzo 1910 inviata al Pasqui, scrive della presenza di “numerosissimi frammenti di vasi d’impasto rozzo e mal cotti”. Vi era una piccola necropoli? oppure un piccolo villaggio?<br />
b) -perché le indagini e le ricerche non furono eseguite subito dopo la scoperta, bensì diciotto anni dopo?<br />
c) - perché al Ghislanzoni, che nella sua relazione del 5 maggio 1910 propose di estendere le esplorazioni sul pianoro contiguo sopra la scarpata, occupata dalla vigna sperimentale, non fu permesso nonostante la sua affermazione di aver visto “numerosissimi frammenti di vasi d’impasto rozzo e mal cotti”?<br />
d) -perché se le tombe furono rinvenute due una è andata dispersa e perché il corredo funebre della seconda tomba non è stato recuperato?...</p>
<p><em>Leggi tutto nell'allegato</em>:<a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/VELLETRI-PROTOSTORICA-PARTE-SECONDA.pdf">VELLETRI PROTOSTORICA PARTE SECONDA</a></p>
<p><em>Autore</em>: Giorgio Manganello - <a href="giorgiomanganello6@gmail.com" target="_blank">giorgiomanganello6@gmail.com</a> - Centro Studi e Ricerche "Oreste Nardini"</p>
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		<title>Giorgio Manganello. VELLETRI PROTOSTORICA - Studi, ricerche ed alcune scoperte tra l&#039;Ottocento ed il Novecento . parte prima.</title>
		<link>https://www.federarcheo.it/giorgio-manganello-velletri-protostorica-studi-ricerche-ed-alcune-scoperte-tra-lottocento-ed-il-novecento-oarte-prima/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2024 15:29:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dobbiamo iniziare questo percorso a partire dai primi ritrovamenti ottocenteschi che riguardano la Protostoria. Negli ’70 e ’80 dell’Ottocento scavi clandestini e lavori svolti dal Comune di Velletri nell’area sud-est della città, tra la stazione ferroviaria, gli Orti Ginnetti e la zona denominata “Ponte della Regina”, misero in luce materiali protostorici di cui l’Ing. Pacifico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dobbiamo iniziare questo percorso a partire dai primi ritrovamenti ottocenteschi che riguardano la Protostoria. Negli ’70 e ’80 dell’Ottocento scavi clandestini e lavori svolti dal Comune di Velletri nell’area sud-est della città, tra la stazione ferroviaria, gli Orti Ginnetti e la zona denominata “Ponte della Regina”, misero in luce materiali protostorici di cui l’Ing. Pacifico Di Tucci (allora Ispettore Onorario ai Monumenti e Scavi di Velletri) relazionò di queste scoperte sull’allora rivista archeologica “Notizie degli Scavi di Antichità”. ...</p>
<p><em>Leggi tutto nell'allegato</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/VELLETRI-PROTOSTORICA-PRIMA-PARTE.pdf">VELLETRI PROTOSTORICA PRIMA PARTE</a></p>
<p><em>Autore:</em><br />
Giorgio Manganello - <a href="giorgiomanganello6@gmail.com" target="_blank">giorgiomanganello6@gmail.com</a> - Centro Studi e Ricerche "Oreste Nardini"</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giorgio Manganello. VELLETRI PREISTORICA - Ricerche e Scoperte dai primi anni del Novecento ad oggi - Parte prima.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 14:30:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Le prime tracce di vita dell’uomo preistorico nel territorio di Velletri sono state, fin dal milleottocento, molto scarse ed incerte. Nonostante ciò, a partire proprio dal milleottocento, si sono verificate una serie di scoperte attraverso il rinvenimento di oggetti e di reperti appartenenti probabilmente a tombe ed a manufatti in selce lavorati, appunto, dall’uomo [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Le prime tracce di vita dell’uomo preistorico nel territorio di Velletri sono state, fin dal milleottocento, molto scarse ed incerte. Nonostante ciò, a partire proprio dal milleottocento, si sono verificate una serie di scoperte attraverso il rinvenimento di oggetti e di reperti appartenenti probabilmente a tombe ed a manufatti in selce lavorati, appunto, dall’uomo preistorico che certificano in effetti la presenza umana nel territorio veliterno. Nonostante tutto, ciò è stato, ed è tutt’oggi, sufficiente per dimostrare una molto probabile presenza di alcune “stazioni preistoriche temporanee” che si sono succedute in un lungo periodo che va dal Paleolitico medio fino all’Eneolitico ed oltre....</p>
<p><em>Leggi l'intero studio nell'allegato</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/VELLETRI-PREISTORICA-Ricerche-Studi-e-Scoperte-dai-primi-anni-venti-ad-oggi.pdf">VELLETRI PREISTORICA Ricerche Studi e Scoperte dai primi anni venti ad oggi</a></p>
<p><em>Autore</em>: Giorgio Manganello - Centro Studi e Ricerche "Oreste Nardini" - <a href="giorgiomanganello6@gmail.com" target="_blank">giorgiomanganello6@gmail.com</a></p>
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		<title>SPOLETO (Pg). &quot;Sulle tracce dei Longobardi”.</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 14:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[feliciano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolto nelle giornate di mercoledì 13 e giovedì 14 novembre 2024 a Spoleto (Pg), presso il Teatro Caio Melisso, il convegno scientifico-divulgativo dal titolo “Sulle tracce dei Longobardi”, organizzato dall’Associazione Italia Langobardorum, ente di gestione del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.). Un momento di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è svolto nelle giornate di mercoledì 13 e giovedì 14 novembre 2024 a Spoleto (Pg), presso il Teatro Caio Melisso, il convegno scientifico-divulgativo dal titolo “Sulle tracce dei Longobardi”, organizzato dall’Associazione Italia Langobardorum, ente di gestione del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.).<br />
Un momento di riflessione che ha allargato lo sguardo alle novità della ricerca scientifica in merito alle tematiche portanti che caratterizzano la cultura longobarda, con il coinvolgimento di studiosi di rilevanza internazionale ed interventi che hanno spaziato dalla geopolitica del VI secolo alle pratiche funerarie, fino all’architettura religiosa longobarda, le forme di insediamento e la presenza dei Longobardi nei musei.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima giornata di lavori, incentrata sul tema “I Longobardi in Italia. Un possibile quadro delle conoscenze”, si sono succeduti gli interventi di sei specialisti – Federico Marazzi, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Caterina Giostra, Università Cattolica del Sacro Cuore, Fabio Scirea, Università degli Studi di Milano, Marco Valenti, Università degli Studi di Siena, Vasco La Salvia, Università di Chieti e Pescara Gabriele d’Annunzio, Marina Righetti Università La Sapienza di Roma – che, concentrandosi su tematiche trasversali della storia longobarda in Italia, hanno restituito un panorama aggiornato e caleidoscopico dello stato delle conoscenze sulla civiltà dei Longobardi e sulle prospettive della ricerca, mantenendo sempre un taglio divulgativo e accessibile a un’ampia varietà di pubblico.<br />
La seconda giornata di studio, dal titolo “Le sette componenti del sito seriale UNESCO. Stato delle ricerche e prospettive”, è stata invece focalizzata sulla trattazione di specifiche case studies riferite ai sette gruppi monumentali del sito seriale UNESCO e ai rispettivi territori – l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria Foris Portas a Castelseprio-Torba (VA), il Tempietto sul Clitunno a Campello sul Clitunno (Pg), la Basilica di San Salvatore a Spoleto (Pg) e il complesso di Santa Sofia a Benevento – con la presentazione degli aggiornamenti delle ricerche grazie all’intervento di più relatori che hanno illustrato le principali novità emerse dagli scavi urbani e dal territorio o da studi specialistici condotti negli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione di entrambe le giornate di studi è stata inoltre condotta una sessione di flash talks che, grazie a comunicazioni sintetiche ed efficaci, ha ampliato la panoramica storico-archeologica offerta dal convegno, portando le testimonianze di altri territori e contesti longobardi al di fuori del sito seriale UNESCO, che si sono rivelate capaci di fornire un contributo nuovo a quanto oggi sappiamo del popolo dei Longobardi, tratteggiando un quadro ancora più esaustivo e completo dello stato delle conoscenze sulla materia.</p>
<p style="text-align: justify;">“I risultati del processo conoscitivo di alto valore scientifico permesso dal convegno di Spoleto – ha detto Danilo Chiodetti Presidente dell’Associazione Italia Langobardorum – i cui atti sono già resi disponibili (vedi allegato), avranno ricadute immediate nei contenuti dei futuri progetti elaborati dall’associazione in quanto la progettazione di ogni attività relativa alla gestione e valorizzazione culturale e turistica del sito seriale UNESCO dei Longobardi in Italia non è immaginabile senza un’adeguata conoscenza e condivisione dei dati di ricerca relativi alla civiltà longobarda e ai luoghi che compongono il sito”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il convegno, che si è rivelato una importante occasione di riflessione scientifica, è inserito nell’ambito del progetto “Per un Atlante dei Longobardi in Italia: ricerca e divulgazione scientifica per tutti”, aggiudicato a valere sulla Legge 77/2006 del Ministero della Cultura, che prevede, come obiettivo qualificante, l’innalzamento della conoscenza del popolo Longobardo e la sensibilizzazione, rivolta ad un pubblico ampio e diversificato, verso questa civiltà che seppe realizzare una efficace sintesi tra eredità classica greco-romana e apporto culturale germanico nel periodo di transizione tra tardo antico e Alto Medioevo.<br />
L’iniziativa convegnistica è stata anche l’occasione per dare voce ai molteplici progetti, già in essere o in fase di avvio, ad opera dell’Associazione Italia Langobardorum. In particolare prenderà avvio nei prossimi giorni il nuovo progetto di promozione turistica dei beni del sito seriale UNESCO che ha come cardini la promozione del turismo scolastico e la promozione turistica integrata dei sette territori grazie anche al coinvolgimento di influencer ed all’uso innovativo dei media.<br />
Il Convegno “Sulle tracce dei Longobardi”, organizzato dall’Associazione Italia Langobardorum con il contributo del Ministero della Cultura, il patrocinio di Archeologia Barbarica, SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani e CISAM – Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo ed il supporto di Archeologia Viva e TourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, si inserisce nell’ambito del progetto “Longobardi in viaggio verso nuovi scenari” a valere sulla Legge 77/2006 del Ministero della Cultura “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti e degli elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», posti sotto la tutela dell’UNESCO”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Atti del convegno, in allegato</em>: <a href="http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Sulle-Tracce-dei-Longobardi_rid.pdf">Sulle Tracce dei Longobardi_rid</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte:</em> <a href="storiearcheostorie.com" target="_blank">storiearcheostorie.com</a> 14 nov 2024</p>
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