SCOZIA. Scoperta la più importante via romana.

A 2.000 anni dall'occupazione romana gli archeologi hanno scoperto una meraviglia dell'ingegneria antica: una via romana che attraversa la Scozia.
Nel I secolo d.C., gli eserciti guidati dal generale romano Giulio Agricola penetravano in Caledonia annettendo all'Impero di Roma parte dell'attuale Scozia, all'epoca abitata dalle bellicose tribù dei Pitti. A duemila anni da quegli eventi, gli archeologi hanno riportato alla luce la strada costruita dai legionari, una via romana, considerata una delle più importanti vie di comunicazione della storia scozzese.
Il ritrovamento è avvenuto nel corso di alcuni scavi nel giardino dell'Old Cottage Inn, un'abitazione di campagna del XVII secolo situata pochi km a ovest rispetto al centro dalla cittadina di Stirling, antica capitale della Scozia. Collocata in una zona di grande importanza strategica, in origine l'arteria si sarebbe dovuta collegare a un guado che attraversava il fiume Forth, agevolando così la marcia delle legioni in Caledonia.
Proprio per la sua posizione, anche nei secoli successivi alle conquiste di Agricola questa via venne sfruttata nuovamente dagli imperatori Antonino Pio e Settimio Severo (II-III secolo d.C.) durante le loro campagne militari in terra scozzese. Nel commentare la scoperta, gli studiosi che hanno condotto i lavori per conto del distretto di Stirling sostengono che il ritrovamento ha una grande rilevanza nella comprensione dell'occupazione romana in Scozia. Fino a oggi, infatti, il percorso della strada non era confermato da evidenze archeologiche.
Stando ai ricercatori, il ruolo del crocevia in questione fu di fondamentale importanza nella storia scozzese. A sud, la strada si dirigeva verso la cittadina di Falkirk, situata a metà tra Edimburgo e Glasgow, per poi giungere in Inghilterra, mentre a nord si snodava attraverso l'impervio territorio montuoso delle Highlands arrivando a un guado sul fiume Tay, in quella che un tempo era la frontiera settentrionale dell'Impero di Roma.
Finita l'occupazione dell'Urbe, tra il II e il III secolo, la via di comunicazione ideata dai Romani non smise di essere utilizzata. Anzi, nel corso del Medioevo e del Rinascimento venne solcata da figure chiave della storia britannica: da Guglielmo il Conquistatore e MacBeth di Scozia (XI secolo) a Oliver Cromwell (XVII secolo) ed Enrico VIII (XVI secolo), passando per eroi come William Wallace e Robert The Bruce (XIII-XIV secolo), fu un percorso (quasi) obbligato per tutti i generali e sovrani che decisero di entrare nelle Highlands.
La via costruita da Agricola nell'estremo nord dei domini imperiali era solo una delle innumerevoli strade create da Roma nell'antichità.
L'impianto viario dell'Urbe era infatti simile a un fitto reticolo che percorreva i tre continenti in cui si estendeva la sua influenza politica e militare (Europa, Asia e Africa).
La progettazione di queste meraviglie dell'ingegneria antica era assegnata a specialisti che per delimitarle tracciavano due solchi ai lati, limando perfettamente il terreno e ponendovi poi diversi strati di materiali come argilla, sassi, calce, pietrisco e malta, ricoperti infine da lastroni di pietra levigati. I percorsi delle viae comprendevano ponti, gallerie, marciapiedi, canali di scolo e pietre miliari per determinare le distanze rispetto al punto di partenza e di arrivo. Il tutto, costruito con una perizia tale da farle resistere per molti secoli anche dopo la caduta dell'Impero.

Immagine: Il Vallo di Adriano in Scozia: una testimonianza dell'abilità ingegneristica dell'Impero Romano - Andrea Ors / Shutterstock

Fonte: Focus - Amici della Scienza, 30 nov 2023

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