Strada Consolare, poi Strada Regia delle Calabrie

In epoca romana esisteva un percorso viario che univa le città e i villaggi che si affacciavano sul mare della costa vesuviana e certamente esisteva una fitta rete di strade secondarie che in modo capillare consentiva di raggiungere tutti gli abitati perivesuviani. Non sono noti documenti relativi a quest'opera.
Il primo documento che descrive questa Strada Consolare è la Tabula Peutingeriana (opera del XII-XIII sec.), tratta da un'antica carta romana che descriveva le vie militari.
I due più importanti insediamenti erano Ercolano ed Oplonti. Dopo aver toccato Pompei e Stabia, proseguiva per l'attuale Costa Sorrentina per raggiungere il Capo Minerva.
La Strada Consolare risultò seppellita a seguito del terremoto del 79 d.C. e probabilmente si trova ancora intatta al di sotto delle mantellature laviche, sotto l'attuale strada Nazionale ricostruita al di sopra della Strada Regia e le pietre miliari sparirono seppellite dai prodotti eruttivi.
La sua ricostruzione avvenne successivamente ad un livello più alto.
Il nome di Strada Regia delle Calabrie risale probabilmente al XVI sec. quando Napoli passò sotto il dominio della Spagna e divenne capitale del Regno delle due Sicilie e quindi diede un forte impulso demografico all'area, gradita ai maggiorenti del periodo.
Vedi Aniello LANGELLA. La strada Regia delle Calabrie e il quinto miglio
Aniello Langella, Viaggio-da-Napoli-a-Castellammare-Il-Borgo-della-Maddalena-e-dei-Granili in http:///www.vesuvioweb.com

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